Aalma Lumière (Firenze, 06/06/2000) è un’artista materica e multimediale la cui ricerca integra pittura, installazione e parola scritta. La sua pratica scaturisce da una crisi identitaria che l’ha portata a cambiare percorso, passando da aspirante avvocata ad artista, innescando una profonda analisi sulla complessità dell’identità e sulla frammentazione dell’Io.
Ha perfezionato il suo percorso presso l’Accademia Aldo Galli di Como (Biennio in Painting and Digital Arts) e ha approfondito la dimensione terapeutica dell’arte attraverso il Master in Creative Arts Therapies dell’Università di Padova. L’interesse per le fragilità e per la dimensione relazionale dell'arte l’ha portata a partecipare attivamente alle attività di Farmacia Wurmkos, laboratorio orizzontale di coabitazione artistica tra artisti neurotipici e neurodivergenti.
All’attività visiva affianca una costante produzione letteraria: le sue opere sono pubblicate, tra le altre, nella Collana Poetica I Poeti di Ponte Vecchio (Dantebus, 2024), nella V edizione de La Botteguccia delle Favole (GD Edizioni, 2024) e nella raccolta Tra le Alpi e i Laghi. Storie di Piemonte e Lombardia (Rudis Edizioni, 2025). Fa parte dell'associazione Art Workers Italia e del circuito Giovani Artisti Italiani.
La mia pratica artistica scaturisce da un’urgenza esistenziale: la ricerca della mia identità e del mio posto nel mondo. Partendo dall'esplorazione della crisi interiore e dal confronto con la solitudine, il mio lavoro si è evoluto nell'analisi delle “molteplici piccole identità” che ci compongono, elevandole a protagoniste di una narrazione visiva frammentata.
Attraverso installazioni, pittura acrilica e video, indago la tensione tra la frammentazione sociale e l’unità scissa dell’individuo. La mia ricerca è un costante esercizio di equilibrio tra tradizione e futuro, una dualità che si riflette nella scelta dei media: dalla sperimentazione organica con il guscio d’uovo (rielaborato attraverso una personale interpretazione della tecnica giapponese kintsugi per nobilitare la fragilità) all'uso dell’Intelligenza Artificiale, intesa come specchio critico della contemporaneità. Nulla è lasciato al caso. Il mio processo è un percorso immersivo di pianificazione e rigore, sostenuto da una profonda ricerca e influenzato dal linguaggio degli albi illustrati e dalla loro capacità di sintetizzare temi complessi in immagini evocative. Fondamentali sono i richiami ad alcuni aspetti della cultura giapponese, come la concezione del Vuoto come armonia (Ma): uno spazio florido da cui nasce la vita.
Invitando il pubblico al dialogo e all'interazione, miro a trasformare l’opera in uno spazio di arteterapia collettiva. In un mondo che teme la rottura, scelgo di celebrare il frammento, rivendicando la forza della vulnerabilità come prova tangibile della nostra resilienza e come chiave per esprimere il nostro massimo potenziale.
Mostra Personale Poesie in Frammenti, Frammenti di Rufina
Luglio - Settembre 2026, Rufina (Fi)
Mostra collettiva A Deep Glimpse
27–29 maggio 2026, Careof (Mi)
Open Studio collettivo in collaborazione con Careof
26–27 maggio 2025, Fabbrica del Vapore (MI)
Premio Aldo Galli, "Visioni, Scale e Superfici"
Ottobre 2025